.
Les Sylphides
musica di Frederyk Chopin
Coreografia Michel Fokine
Cléopâtre (Une Nuit d’Egypte, op. 50)
musica di Anton Arenskij
Coreografia Michel Fokine ricostruita da Viatcheslav Khomyakov
Le Carnaval
musica di Robert Schumann
Coreografia Michel Fokine ricostruita da Odoardo Maria Bordoni
L’Uccello di fuoco
musica di Igor Stravinskij
Coreografia Michel Fokine ripresa da Nicolay Androsov
Shéhérazade
musica di Nicolai Rimskij-Korsakov
Coreografia Michel Fokine ripresa da Nicolay Androsov
Le spectre de la rose
musica di Carl Maria von Weber
Coreografia da Michel Fokine
Petruška
musica di Igor Stravinskij
Coreografia Michel Fokine ripresa da Nicolay Androsov
L’après-midi d’un faune
musica di Claude Debussy
Coreografia da Vaslav Nijinskij
Jeux
musica di Claude Debussy
Coreografia da Vaslav Nijinskij ricostruzione di Millicent Hodson
Le sacre du printemps
musica di Igor Stravinskij
Coreografia Vaslav Nijinskij ricostruzione di Millicent Hodson
Parade
musica di Erik Satie
Coreografia Léonide Massine riproposta da Susanne Della Pietra
Il cappello a tre punte
musica di Manuel de Falla
Coreografia Léonide Massine riproposta da Susanne Della Pietra
Pulcinella
musica di Igor Stravinskij
Coreografia Léonide Massine riproposta da Susanne Della Pietra
Le train bleu
musica di Darius Milhaud
Coreografia Bronislava Nijinska ricostruita da Aleth Francillon
Les Biches
musica di Francis Poulenc
Coreografia Bronislava Nijinska riproposta da Howard Sayette
La chatte
musica di Henri Sauguet
Coreografia da George Balanchine ricostruzione di Millicent Hodson
Le Bal
musica di Vittorio Rieti
Coreografia da George Balanchine ricostruzione di Millicent Hodson
| Direttore d’orchestra | Zoltán Peskó |
ORCHESTRA E CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA
Allestimenti del Teatro dell’Opera e nuovi allestimenti
Diciassette titoli della leggendaria compagnia fondata da Diaghilev offerti in tre diversi gruppi di serate, per un totale di quindici recite.
Il Teatro Costanzi ebbe il grande merito nell'essere stato il primo teatro italiano ad ospitare Les Ballets Russes di Sergei Diaghilev. Dopo una prima accoglienza poco calorosa nel 1911, vi tornarono nel 1917, nel 1920 e '21. Il pubblico, ancora fortemente legato al melodramma, al virtuosismo fine a se stesso e a balli di tradizione romantica, non si entusiasmò per questi "balletti" di breve durata che avevano, invece, meravigliato i parigini. Questi avevano percepito l'innovazione diaghileviana, la mirabile fusione del lavoro di artisti figurativi, compositori e coreografi di rilievo, in cui i virtuosismi dei solisti erano una conseguenza del racconto e non fini a se stessi. I pareri di critica furono discordanti ma ci fu chi riconobbe già nella loro prima tournée italiana l'eccezionalità di ballerini come Tamara Karsavina e Vaslav Nijinsky. Tuttavia lo spessore rivoluzionario di cui Les Ballets Russes furono portatori non modificò significativamente l'atteggiamento culturale italiano nei confronti della danza. Le coreografie presentate nel 1911 furono tutte di Michel Fokine (Il padiglione di Armida, Le silfidi, Danze Polovtsiane, Carnaval, Shéhérazade, Cleopatra) tranne il romantico Giselle di Jean Coralli.
